Cibo e legalità

Il cibo dev’essere sostenibile per l’ambiente ma anche per la società: deve provenire cioè da un’agricoltura e da una filiera etica, che non sia sottoposta allo sfruttamento della criminalità organizzata.

Per promuovere la legalità e il cibo eticamente giusto, martedì 29 ottobre l’associazione “da Sud” ha animato il cortile di Cascina Triulza a Expo2015, con una serie di laboratori e attività volte a far riflettere i ragazzi delle scuole sul tema delle mafie.

“daSud” nasce in Calabria nel 2005 dalla volontà di un gruppo di giovani donne e uomini che sono partiti dal Mezzogiorno, ma non intendono lasciarlo nelle mani di ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e sacra corona unita. Nell’anno di Expo 2015, “Filiera Sporca”, uno dei progetti a cui partecipa l’associazione, parte dal presupposto che non si può “nutrire il pianeta” sfruttando il lavoro e l’agricoltura. Per promuovere la cultura della legalità e il rispetto dei diritti dei lavoratori nella produzione agroalimentare, DaSud lavora e coinvolge direttamente le scuole, le istituzioni e le imprese del territorio.
 
 

Una giornata di antimafia a Expo Milano 2015
 
Cascina Triulza ha dedicato la giornata del 29 ottobre alla lotta contro le mafie. L’associazione “da Sud” ha sviluppato il tema attraverso alcune attività dedicate soprattutto ai più piccoli.

Si è cominciato con il gioco, “Mamma mafia”, una sorta di monopoli sulla mafia. Tirando un dado i ragazzi hanno avuto la possibilità di scoprire chi sono i personaggi coinvolti nei sistemi mafiosi e quali sono i meccanismi per contrastarli. Gli studenti delle scuole sono stati invitati a scegliere un personaggio, per esempio il colletto bianco, il signore delle slot, il trafficante, e a posizionarlo sulla casella “via” del tabellone, poi sono stati distribuiti i soldi, una parte dei quali è andata persa a causa del cosiddetto “pizzo”. Durante il percorso di gioco i ragazzi hanno pescato varie carte e si sono imbattuti in molte situazioni diverse, utili a comprendere le dinamiche mafiose.

La seconda attività proposta dall’associazione ha preso spunto da una mostra allestita a Roma, nel museo di Trastevere, dal titolo Mc Mafia. La mostra ripercorre quarant’anni di mafia e contiene diverse tavole a fumetti che raccontano le storie di persone come Peppino Impastato, Mauro Rostagno e il magistrato Antonino Caponnetto, che si sono distinti per il loro impegno per la legalità.
Alle scuole in visita a Cascina Triulza è stato proposto un gioco educativo, i ragazzi sono stati chiamati a scegliere tra alcune tavole di fumetti e a ridisegnarle su fogli bianchi. Grazie al supporto dei volontari di daSud, il momento del disegno si è trasformato in un’occasione per conoscere meglio le storie di ognuno dei personaggi rappresentati sulle tavole. Il fumetto si è rivelato uno strumento molto efficace per raccontare storie importanti come quelle dei protagonisti della lotta alla mafia.

La giornata si è conclusa con lo spettacolo “Panenostro” di Rosario Mastrota e Ernesto Orrico che racconta la storia di un panettiere calabrese che vive nell’hinterland di Milano, il quale, costretto a scontrarsi con la difficile realtà della ‘ndrangheta, si ritrova stretto nella morsa del pizzo. La disperazione lo porta a ribellarsi, ma al tempo stesso anche a compiere delle scelte che si riveleranno fatali per la propria vita e la propria attività. Lo spettacolo ha messo chiaramente in luce quanto la criminalità organizzata sia diffusa tanto al Sud, quanto al Nord.

La ricchezza e la varietà degli strumenti e dei linguaggi adottati hanno coinvolto e mantenuto viva l’attenzione degli studenti durante tutta la giornata e li hanno guidati in un cammino di consapevolezza attraverso le mafie e la legalità.

 
 
Scritto da Daniele Esposito, nell’ambito delle attività del Multimedia Center del progetto EAThink 2015.