Cibo e migrazioni: i volontari di EAThink2015 al lavoro per il progetto “Parlez-vous global?”

La storia del cibo è strettamente legata a quella dell’umanità e delle migrazioni. Non solo perché il cambiamento climatico e la conseguente insicurezza alimentare sono tra le cause più comuni di migrazione, ma anche perché a livello socio-antropologico, il cibo incorpora ed esprime il legame con i paesi di origine e, nello stesso tempo, costituisce motivo di incontro e di conoscenza con la società di approdo.

Attraverso il cibo e i pasti “rituali” consumati tra connazionali si rinforza la coesione e si ribadisce il proprio “essere senegalese o peruviano”, ecc. oltre al cibo anche il modo di mangiare può svolgere (con le mani, attorno ad un unico piatto, con i bastoncini…) la stessa funzione.

Cibo e bevande tipiche agiscono come un “marcatore” di identità, un fattore di identificazione interna ad un gruppo. Ma il cibo rappresenta anche un veicolo di interazione con la società ospite, nel senso che , attraverso il suo consumo, la sua socializzazione si attivano la comunicazione e lo scambio socioculturale ed esso diviene un modo di ”parlare di sé agli altri”.

Per questo motivo il progetto “Parlez-vous global?“, che si occupa di educare alla cittadinanza mondiale attraverso il tema delle migrazioni, ha scelto Expo2015 Milano come luogo adatto a ospitare il suo Forum Internazionale.

Venerdì 9 ottobre si è tenuto a Cascina Triulza, Padiglione della Società Civile, il Forum internazionale “Migrazioni e cittadinanza mondiale a scuola”, al quale hanno partecipato 150 professori di scuola secondaria di 1° e 2° grado di 7 Paesi (4 paesi europei – Italia, Francia, Austria, Romania – e 3 paesi africani – Benin, Burkina Faso e Senegal).

I volontari del Media Center di EAThink2015 non si sono fatti scappare l’occasione e hanno partecipato all’evento raccontandolo sui social media, realizzando video interviste e scattando foto.

Ecco i frutti del loro prezioso lavoro:

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Guarda la campagna “Parlez-vous global signifie… “ sul significato che questo progetto ha avuto per gli insegnati che vi hanno preso parte.


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