Come produrremo il cibo nel futuro?

Casa Corriere in EXPO 2015 ha ospitato Stefano Bocchi professore di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Milano. Agronomo e territorialista è il curatore scientifico del Parco della Biodiversità a Expo Milano 2015, area tematica che si estende per 8.500 metri quadrati dedicata alla salvaguardia della biodiversità agraria. E’ stato intervistato da Giovanni Caprara, responsabile della redazione scientifica del “Corriere della Sera” dal 2002. Indagando sul rispetto del territorio e sull’impiego sostenibile delle risorse si è posto una domanda cruciale: come produrremo il cibo in futuro? Bocchi ha ripercorso le tappe fondamentali della lenta evoluzione dell’agricoltura ricordando quali sono i quattro elementi essenziali che caratterizzano da sempre il mondo agricolo – terreno, acqua, colture, agricoltore – citati nel suo libro “Zolle. Storie di tuberi, graminacee e terre coltivate”. Bocchi sostiene che nonostante siano passati 10 mila anni dalla nascita dell’agricoltura, oggi si vive nella fase più critica perché il futuro lancia continue sfide per la sopravvivenza del pianeta. La sfida è quella di scegliere come produrre e come aumentare la produzione nel rispetto della natura e dell’ambiente adottando come modus operandi quello della sostenibilità. A tal fine è necessaria una condivisione sempre più ampia della conoscenza agraria poiché l’importanza di questa pratica è dimostrata dal fatto di essere a tutti gli effetti considerata una scienza e di essere ormai al confine con altre numerose discipline scientifiche – genetica, meccanica, biologia, chimica – oltre ad avere esiti sulla qualità della vita umana. Bocchi ricorda la famosa rivoluzione verde degli anni ’40-’70 e concede una riflessione sull’ingegneria genetica applicata all’agricoltura, sostenendo che è da considerarsi un’arma a doppio taglio. E’ vero che la genetica permette di avere una sicurezza delle sementi perché le risorse sono controllate preventivamente ma gli OGM non sempre risultano essere efficaci per incrementare la produzione agricola. Il discorso poi passa a quella che oggi viene chiamata “agricoltura di precisione” che sembrerebbe essere il futuro dell’agricoltura, intesa come strategia gestionale di produzione, controllo, monitoraggio, e previsione delle colture. E’ una pratica agricola che si avvale dei più moderni sistemi tecnologici ad alto investimento – es. i sistemi di guida assistita – non ancora così diffusi nel mondo ma comunque presenti in paesi industrializzati come il Giappone, il Canada, gli Usa e alcuni paesi europei. In Italia gli ultimi anni sono caratterizzati da un ritorno all’agricoltura, con un’attenzione particolare e sempre maggiore al tema del biologico, che non è solo una questione etica ma che oggi rappresenta una reale opportunità occupazionale nella quale molti giovani investono per il loro futuro.

Scritto da Marta Dionisi nell’ambito delle attività del media center eathink2015

Lascia un commento