Come ti leggo l’etichetta

Suona la sveglia, sempre troppo presto. Dopo il decimo tentativo la tua forza di volontà ha la meglio e finalmente riesci a uscire dal letto. Solita routine: ti lavi, ti vesti e ti rimane giusto il tempo di sederti a fare colazione. Con la testa ancora nel mondo dei sogni, inzuppi un biscotto nella tazza di latte e il tuo sguardo assonnato finisce sulla confezione che hai davanti. Quasi senza accorgertene inizi a leggere: farina, uova, colorante E104, latte, glutammato monosodico, colorante E150d, zuccheri… A questo punto, le cose sono due: o la mattina il tuo cervello non connette assolutamente nulla, oppure non hai la minima idea di quello che stai mangiando.

Ma siamo davvero sicuri di conoscere tutto quello che è presente dentro gli alimenti di ogni giorno? Probabilmente non è così.

Ad esempio quanti saprebbero dire cos’è il glutammato monosodico?                       Il glutammato monosodico, noto anche come E621, è un additivo artificiale la cui produzione avviene ormai in modo del tutto industriale. É un esaltatore di sapidità e  può mascherare difetti di qualità, come ad esempio il fatto che alcuni prodotti non siano freschi. Non fa altro che nascondere i sapori, ingannando le papille gustative e così facendo si rischia di andare alla ricerca di cibi sempre più saporiti e di giungere al punto di arricchirli con sale in eccesso. Ma dove è contenuto? Il glutammato mondosodico lo possiamo trovare negli alimenti più comuni, come il dado da brodo, le patatine o i wurstel ed è molto presente anche nella cucina orientale, in modo particolare nella salsa di soia.

E il colorante E104? Anche qui immagino non ne abbiate idea. Questo ingrediente, noto anche come giallo di chinolina, è un colorante sintetico di catrame di carbon fossile, utilizzato dai produttori alimentari per dare ai cibi un colore giallo-verdastro. Aumenta l’assorbimento di alluminio attraverso il tratto digestivo e per questo è proibito in molti paesi, come ad esempio l’Australia, il Giappone, la Norvegia e gli Stati Uniti, mentre in Europa ne è stato semplicemente limitato il consumo. Non lo troviamo solo in bevande e alimenti come bibite gassate, sport drink, caramelle, liquori, gelato e pesce affumicato, ma anche come rivestimento dei farmaci, cosmetici e inchiostro per tatuaggi.

Il colorante caramello invece, chiamato anche E150d, viene utilizzato per dare agli alimenti un colore marrone scuro. Per produrlo viene utilizzata una miscela di zuccheri (glucosio, destrosio, saccarosio), che viene fatta reagire con alcali, solfiti e ammoniaca. È un prodotto probabilmente cancerogeno. É contenuto in bevande come la Coca-Cola e il Chinotto, nella salsa di soia, nelle caramelle e in alcuni aceti balsamici.

In un mondo in cui la salute e la forma fisica sono di fondamentale importanza, è paradossale che quasi nessuno si interessi ai contenuti delle etichette degli alimenti che mangiamo ogni giorno e che, quei pochi che lo fanno, si trovino davanti a termini difficilmente comprensibili se non attraverso una ricerca accurata. Come abbiamo visto con gli esempi sopra riportati, spesso una semplice sigla che a noi può non dire nulla, nasconde in realtà informazioni cruciali per il nostro benessere.

Quindi, perchè non inizi subito?

Fonti: greenme.it, my-personaltrainer.it, alimentipedia.it, altroconsumo.it

Crediti autore: Bassi Chiara, Esposito Asia, Fontanelli Gemma, Frungillo Fabiana, Tomirotti Chiara, Vergani Edoardo – Liceo classico statale G. Carducci, classe 4°E

 

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