Ditelo con un rap

Affrontare il tema del cibo a ritmo di rap: questa è la proposta degli studenti del Liceo Fermi di Salò (Brescia).

Ieri a Cascina Triulza hanno risuonato forte e chiaro le rime di “Fermi B-Eat”, il pezzo rap che ha permesso alla scuola di Salò di vincere il concorso nazionale “Cibo sano, cibo per tutti” nella categoria scuole secondarie di secondo grado.

I ragazzi hanno centrato il bersaglio: per parlare del tema del cibo ai loro coetanei, questo genere musicale ha rappresentato davvero una scelta vincente.
Abbiamo scelto il rap perché è un linguaggio molto incisivo e diretto, non fa giri di parole per arrivare all’argomento”, ci hanno detto i tre giovani rapper.

Parlare di cibo oggi vuol dire affrontare le contraddizioni del nostro mondo, per questo i ragazzi ci tengono a dire che le loro rime sono rime di denuncia.

Nel mondo oggi ci sono ancora 795 milioni di persone che soffrono la fame (dato diffuso quest’anno dalla FAO nel rapporto sulla fame), quasi 2 miliardi di persone obese o in sovrappeso (dati diffusi dal Dipartimento di Scienze Biomediche del CNR) e un terzo della produzione globale di cibo che viene sprecata ogni giorno (dati diffusi dalla FAO).

Tutti questi dati i ragazzi del Fermi li hanno studiati e trasformati in musica.

“L’occidente che si gonfia nell’infinità di adipe,
Ed i cuori alimentati solamente da due scariche
Le preghiere delle Afriche urlan cibo a più non posso
Ma c’é chi fa la scarpetta con il dito bello grasso.”

“Certo il cibo è come il tempo, se ne abbiamo lo sprechiamo
E poi c’è chi mangia a stento, qui c’è un mondo che affamiamo
Ma d’altronde anche noi che cosa ci aspettiamo,
il vero valore al cibo spesso non lo diamo.
Perché il mondo sia migliore come ci muoviamo?
Già sappiamo lamentarci ma poi non agiamo.”

Il cibo è trasversale alle discipline scolastiche. Per arrivare a scrivere il testo di “Fermi B-Eat”, i ragazzi hanno approfondito il tema attraverso l’arte, la letteratura, la scienza, arrivando a confrontarsi anche con la cattiva nutrizione e in particolare, con un problema molto sentito e vicino al mondo dei giovani, ovvero quello dell’anoressia e della bulimia.

“E poi ancora adolescenti come scheletri andar via
Senza neanche più La forza per i pianti, no allegria
Davanti a loro …
Uno specchio nero
E ci vedon dentro, un quadro di Botero”

Ecco la loro performance sul palco di Cascina Triulza.

Guarda le foto della giornata qui.

Scritto da Viviana Brun (CISV), nell’ambito delle attività del Multimedia Center del progetto EAThink 2015.

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