Fast Food e Street Food: non solo horror

A 12 anni di distanza dall’uscita di Supersize Me, il documentario di Morgan Spurlock che metteva in luce tutte le criticità – alimentari, sociali e di marketing – delle catene di fast food, possiamo dire che i vari McDonald’s, Burger King e KFC hanno intrapreso qualche politica di miglioramento dei loro prodotti, del loro posizionamento e della qualità offerta.

Oggi in un qualsiasi fast food è possibile reperire informazioni sugli ingredienti e sui valori nutrizionali, le tecniche di cottura sono più controllate e salutari ed è possibile scegliere alternative più leggere come le insalate. Anche i cibi per i bambini sono stati modificati per renderli più sani. Questa svolta ha incluso anche una maggiore inclusione delle intolleranze alimentari, a partire dal Gluten Free Burger messo in commercio quest’anno da McDonald’s

I ragazzi della 3B Eno hanno “testato” questo nuovo panino, recensendolo in un video

Anche la concorrenza delle nuove catene “bio” hanno aiutato a migliorare la qualità dei fast food.
Il caso forse più emblematico è quello di McBun a Torino.

Nota catena piemontese di fast food , si è distinto in un settore affollatissimo.

Il primo negozio venne aperto a rivoli e fu subito al centro dell’attenzione visto l’attacco da parte del MC DONALD al nome del fast food piemontese. Dopo vari incontri in tribunale la causa fu vinta da MC DONALD , che costrinse il MC BUN  a cambiare il nome in M** BUN.

Questa nuova catena può essere considerata diversa rispetto alle altre vista la produzione di carne propria, controllando loro stessi la qualità dei prodotti dato che l’allevamento “Scaglia” di Rivoli è dei proprietari di M** BUN.

Un altro punto che li distingue è la produzione di coca cola propria cioè la “molecola” che rispetto alla coca cola normale normale ha meno zuccheri ed è più gasata. Esiste inoltre la “molecola zero” cioè senza zuccheri.

Una nota negativa in confronto ad altri fast food sono i prezzi più alti, giustificati però da una migliore qualità servita a km 0, la coca cola artigianale e le patate prodotte al momento.

Il M** BUN inoltre ha aperto una cassa esclusiva per il “ciapa li e porta a cà” nonché il take away. Dall’ idea del M** BUN è “un altro modo è possibile, un altro modo di allevare e coltivare, un altro modo di rappresentarsi con la natura e gli animali, un altro modo di nutrirsi e di ardere del cibo.” Con quest’idea M** BUN riuscì ad aprire altri 2 nuovi ristoranti, in centro a Torino.


Altra corrente concorrenziale al fasf food è quella dello street food, che tra chioschi e furgoncini, si sta diffondendo sempre di più in Italia, creando un vero e proprio trend. Un fenomeno che, anche in questo caso, non abbandona la qualità del biologico: lo afferma Stefano Marras, assegnista di ricerca del Dipartimento di Economia e Sociologia dell’Università Milano Bicocca, che nel 2010 è stato incaricato dal suo Ateneo e da Expo Milano 2015 di condurre una ricerca sul cibo di strada, per garantire all’Esposizione Universale dei contenuti di spessore su questa particolare tendenza. Per Marras il cibo di strada del futuro sarà sempre più di qualità, biologico e a chilometro zero.

Articolo scritto dai ragazzi della 3B Eno dell’Istituto Giolitti di Torino.

Lascia un commento