Il cibo degli Dei

All’interno di Expo c’è uno spazio dedicato al racconto di uno dei semi più golosi del mondo: il cacao.

Il Cluster del Cacao e del Cioccolato dal punto di vista architettonico trae ispirazione dalle piantagioni delle aree tropicali: una serie di pali di diverse altezze simboleggiano gli alberi sotto i quali cresce il cacao.

La pianta del cacao, che può raggiungere anche i 10 metri di altezza, si è sviluppata nelle foreste sudamericane migliaia di anni fa. Scoperto e coltivato da Maya e Aztechi, il seme di cacao veniva usato come cibo e come moneta. Era impiegato nella preparazione di una particolare bevanda chiamata “xocolātl”. Il cacao era utilizzato spesso in varie cerimonie religiose come simbolo di energia e fertilità ed era considerato il “cibo degli Dei” a uso esclusivo delle classi benestanti.

Il cacao è stato consumato per la prima volta tra il 1400 e il 1500 a.C, attraverso i vari padiglioni del Cluster è possibile scoprirne le origini e il processo di lavorazione fino al consumo finale. Sono numerose le illustrazioni e le foto che ne descrivono la trasformazione.

Le Cabosse sono i frutti dell’albero del cacao, hanno l’aspetto di un melone allungato di colore variabile dal giallo fino al rosso tendente al marrone. I frutti vengono aperti per estrarne i preziosi semi: le fave di cacao. I semi di cacao vengono fatti fermentare ed essiccare per alcuni giorni e poi lavorati ulteriormente per produrre e ottenere medicamenti, prodotti di bellezza e ovviamente il cioccolato. L’essiccazione blocca la fermentazione, riduce l’umidità delle fave in modo da permetterne la conservazione, riducendo l’attacco da parte di muffe e altri microrganismi.

Nei secoli dopo la sua scoperta, il cacao è stato preservato e consumato come bevanda riservata a uomini ricchi e potenti. Nell’Europa del ‘700 conquistò i gusti delle aristocrazie delle diversi corti, del clero e, soltanto successivamente, si diffuse tra la borghesia. La cioccolata rappresentava l’aristocratico gusto del dolce far niente al contrario dello stimolante caffè, più tipico della colazione borghese. Nell’800 si assistette a un radicale cambiamento: il cioccolato da simbolo di élite diventò un bene di largo consumo; dagli ambienti aristocratici si passò a quelli della nuova borghesia urbana. Questo cambiamento fu favorito dal declino dell’aristocrazia e dai progressi tecnologici di produzione industriale.

Oggi la costa occidentale dell’Africa rappresenta la più grande area produttrice di cacao al mondo. Il 90% della produzione mondiale di cacao è in mano a circa 3 milioni di piccole aziende agricole situate principalmente nei paesi in via di sviluppo. Non è infatti possibile spostare le coltivazioni in paesi sviluppati per via delle condizioni climatiche avverse.

La produzione di cacao non coincide necessariamente con un arricchimento da parte dei paesi che lo coltivano. I piccoli produttori del Sud del mondo spesso hanno scarsa forza contrattuale e scarso controllo sui prezzi e, di conseguenza, la quota di ricavi che finisce nelle loro mani risulta essere solo una piccola percentuale. Per tutelare le condizioni di lavoro e la remunerazione dei piccoli produttori, il cacao è uno dei prodotti maggiormente presi in grande considerazione dal fair trade (commercio equo e solidale) ed è anche al centro di numerose campagne di sensibilizzazione.

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È interessante notare che solo il 29% della polvere di cacao e solo il 4% di cioccolato viene lavorato nei paesi produttori. In sostanza si verifica un trasferimento del cacao verso i paesi sviluppati che hanno una grande specializzazione nella sua trasformazione, come per esempio la Svizzera e l’Olanda. Dal 1961 a oggi la produzione di cacao è aumentata di quasi il 400% grazie anche al supporto scientifico per migliorare la resa delle piantagioni (per esempio con incroci tra tipi di cacao diversi).

Oggi il cacao sostiene l’economia di molti paesi africani tra cui la Costa d’Avorio (il primo produttore mondiale) e di molte regioni tropicali dell’America Latina e dell’Asia.

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La filiera del cacao dà lavoro a ben 50 milioni di persone in tutto il mondo. I maggiori consumatori sono i paesi dell’Europa occidentale.

 

consumo cacao
 
 

Post e grafici realizzati da Alejandro Santos nell’ambito delle attività del Multimedia Center del progetto EAThink 2015.

Photocredits: Juanita with her Cocoa Bean

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