Le app per mangiare meglio

Smartphone e cibo

Negli ultimi tempi si è verificato un boom di app dedicate sul tema dell’alimentazione. La comodità e la velocità che caratterizzano gli smartphone facilitano la diffusione delle informazioni. Grazie alle app, infatti i cellulari e i tablet diventano uno strumento con cui le persone possono inviare e ricevere informazioni su cibo sostenibile, alimentazione corretta, filiera etica e consumi rispettosi della salute e dell’ambiente.

 
 

Da dove inizia una corretta alimentazione?

Senza nessun dubbio dai più piccoli. Proprio per questo motivo EAThink2015 ha sviluppato due applicazioni con le quali i bambini possono conoscere meglio il cibo e imparare le basi di una corretta e sostenibile alimentazione, giocando.

La prima è La Torta di Robin, che si basa su percorso interattivo guidato da Robin, un bambino o una bambina che deve trovare gli ingredienti per cucinare una torta di mele, ma non una torta qualunque: la torta più buona del mondo, perché buona per la saluta, buona con l’ambiente e rispettosa degli altri. Durante il suo viaggio scoprirà quali sono i migliori prodotti, passando per mercati agricoli, allevamenti e botteghe che garantiscono la genuinità, l’equità e la solidarietà dei propri alimenti. Una volta trovati i prodotti potrà finalmente mettersi al lavoro per cucinare insieme alla nonna la sua buonissima torta di mele.

La seconda app si chiama Eathink Game: quanto pesa quello che mangiamo. Il gioco mostra il percorso del cibo attraverso la filiera alimentare, dalla produzione, alla distribuzione, fino ad arrivare all’acquisto. Lo scopo è far riflettere i nostri futuri adulti sull’impatto delle scelte che si compiono in campo alimentare. La prima serie di livelli è basata sulla produzione e si chiede al giocatore di aiutare un contadino a coltivare in modo naturale e sostenibile, evitando anche l’utilizzo di OGM. Nella seconda tranche di livelli, riguardante la distribuzione, bisogna aiutare un magazziniere a trovare alimenti a kilometro zero, freschi e fair trade. Nella terza e ultima parte si parla di acquisto e nel percorso bisogna comprare prodotti più genuini e con il minor impatto ambientale, il tutto in vista di una spesa più consapevole.

E per quanto riguarda le piante, invece? Plant Doctor Game è un’app sviluppata nell’ambito delle attività del Padiglione svizzero a Expo Milano 2015. A oggi, il 70% della popolazione mondiale si nutre grazie ai circa cinquecento milioni di piccoli agricoltori che coltivano le loro terre. È chiaro quindi che le malattie delle piante hanno conseguenze catastrofiche sulla loro sicurezza alimentare e sui loro redditi. Ed è proprio questo il focus del gioco, infatti fornisce informazioni sulla vita dei piccoli agricoltori nel mondo e sulle tecniche per combattere i parassiti e le malattie che possono intaccare le piante, rendendole inutilizzabili.
 
 

Come possiamo mangiare meglio con un’app?

Esistono diverse applicazioni che ci permettono di conoscere meglio ciò che mettiamo sulle nostre tavole, evidenziando gli elementi nutrizionali di un prodotto, l’apporto energetico, la storia, le origini e i metodi di produzione. Un esempio è l’app CoopExpo di Coop. E’ stata creata in occasione dell’apertura del “supermercato del futuro” a Expo Milano 2015 ed è pensata proprio per essere utilizzata all’interno di questo. Con l’applicazione è possibile scoprire che tipo di consumatore sei, in questo modo l’app ti indica i prodotti più adatti a te e ti aiuta a cercarli tra gli scaffali del supermercato. Inoltre, per ogni prodotto, sono fornite tante informazioni di supporto.

Ma questa non è l’unica app che possiamo utilizzare nella nostra vita quotidiana. Le etichette alimentari molto spesso sono troppo generiche e talvolta in queste sono presenti alcune sigle incomprensibili a un occhio inesperto, quindi ci confondono e non ci permettono di compiere una scelta pienamente consapevole. Edo App, creata da un gruppo di studenti dell’Università di Bologna, ci dà la possibilità di conoscere meglio ciò che mangiamo. Grazie all’applicazione è possibile scansionare il codice a barre del prodotto e conoscerne anche i dettagli meno immediati, come le sigle di alcuni additivi alimentari. Inoltre ci indica quanto è sano un prodotto in una scala da 0 a 10 e, nel caso sia disponibile, consiglia alcune alternative più salutari.

Tra le buone pratiche troviamo LastMinuteSottoCasa, un portale per lo scambio di cibo. Creato da una startup di Torino, facilita l’incontro tra i negozianti con un eccesso di alimenti e i cittadini del capoluogo piemontese. Ogni anno, più di un miliardo di tonnellate di cibo viene buttato nella spazzatura, questo a causa di filiere poco etiche e di regolamenti troppo stringenti che non permettono uno sfruttamento sostenibile degli alimenti. LastMinuteSottoCasa, partito dal quartiere Santa Rita di Torino, al momento ha più di diecimila iscritti in più città e sono in continua crescita. Il portale, al quale si può accedere anche tramite applicazione per smartphone, combatte gli sprechi ma anche la crisi grazie alle offerte “last minute”.

 
 
Scritto da Daniele Esposito nell’ambito delle attività del Multimedia Center del progetto EAThink 2015

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