Si mangiava meglio quando si stava peggio

Ai tempi dei nostri nonni l’alimentazione era molto diversa rispetto a quella attuale. In tempi di guerra, la maggior parte della popolazione viveva in condizioni di povertà, lavoravano nei campi e utilizzavano ciò che coltivavano e allevavano per sfamare la famiglia. Inoltre, in passato le coltivazioni erano più naturali: non venivano utilizzati prodotti chimici, agli animali venivano dati dei mangimi più sani e di conseguenza anche l’alimentazione umana era più sicura.

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I dolci venivano consumati solo durante i giorni di festa ed il pasto tipico principale era la minestra di legumi e cereali, mentre oggi in generale si tende a preferire il fast food o cibi confezionati.                 

fast_food_mealUna delle cause di questo cambiamento è dovuto al fatto che le persone incominciarono a trasferirsi nelle città, a lavorare nelle fabbriche lasciando la campagna e i campi da coltivare, iniziando a comprare i prodotti e non più a coltivarli direttamente.

Ai giorni nostri l’alimentazione è più varia, ma di qualità inferiore. Oggi nelle coltivazioni si usano concimi e durante l’anno si può trovare frutta e verdura che in passato si trovavano solo in alcune stagioni. Non esiste più la ”stagionalità dei cibi” grazie al fatto che importiamo i cibi da tutto il mondo.

Mangiare bene è possibile anche oggi, cercando di fare attenzione alla provenienza, alla qualità e alla stagione in cui questi prodotti vengono coltivati e venduti. Bisogna inoltre tenere in considerazione gli agenti chimici presenti in alcuni alimenti ed evitare un eccessivo consumo di cibo spazzatura (MC donald, Kfc ), cibi precotti e/o preconfezionati. Infine è importante seguire un’alimentazione oltre che sana anche equilibrata (consumo in giusta quantità e frequenza di carboidrati, proteine, latticini, verdure, legumi e frutta).

 

Scritto da : Traino Eleonora, Xhafaj Elida e Delfino Michela nell’ambito del laboratorio di Citizen Journalism realizzato da CISV all’Istituto Giulio di Torino.