Un giardino sensoriale che aiuta a scoprire il mondo

In Cascina Triulza fino al 5 luglio un giardino sensoriale di 32 metri quadrati guiderà i visitatori di Expo2015 alla scoperta delle attività riabilitative multisensoriali, organizzate dall’Istituto Serafico di Assisi.

E’ stato scientificamente provato che essere in contatto con la natura ha un effetto terapeutico, in particolare dal punto di vista psicologico. Il rapporto uomo-natura, infatti, aumenta l’autostima, stimola il senso di responsabilità, migliora l’umore e favorisce la socializzazione.

Il piccolo giardino allestito a Expo è una riproduzione dei 4 ettari del parco di Assisi e offre un campione delle forme, dei colori e dei profumi che ogni giorno guidano i ragazzi con diverse disabilità alla scoperta del mondo.

Miguel è uno degli educatori dell’Istituto ed è lui ad accogliermi e a parlarmi del suo lavoro e delle diverse attività realizzate con i ragazzi del centro: “ognuno partecipa alle attività a seconda delle sue possibilità, ma i benefici sono per tutti. E poi c’è l’orto, realizzato in modo che tutti possano accedervi”.

L’orto è un’attività che piace molto, responsabilizza i ragazzi e li diverte. “Loro che sono abituati a essere oggetto di cura, devono prendersi cura e diventare responsabili di qualcos’altro e poco importa se, per eccesso di solerzia, qualche piantina finisce annegata”, aggiunge sorridendo Miguel.

Per capire meglio i principi su cui si basa il lavoro dell’Istituto Serafico, dal 3 al 5 luglio è possibile partecipare al workshop “Doppio Senso”, un percorso che offrirà l’opportunità di vivere un’esperienza multisensoriale tra abilità e disabilità, per scoprire il senso della vita attraverso il contatto con la natura e i cinque sensi.

Il workshop sarà guidato dai tutor specializzati dell’Istituto e permetterà a chiunque svolga il percorso di capire i meccanismi di trasmissione sensoriale al cervello e la “cooperazione” tra i sensi, scoprendo così ciò che accade quando, seppur momentaneamente, il cervello viene privato delle capacità cognitive e percettive. Il cervello umano, infatti, adattandosi all’inibizione, rimodella la propria struttura in risposta alle stimolazioni esterne, sviluppando nuove connessioni neuronali, riorganizzando i circuiti nervosi, potenziando le capacità cognitive residue.

Scritto da Viviana Brun (CISV), nell’ambito delle attività del Multimedia Center del progetto EAThink 2015.

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