Una mosca nella minestra

L’entomofagia è una realtà che si avvicina sempre di più alla nostra tavola.

Da sempre è considerata tradizione in alcune culture e paesi come l’America meridionale e centrale, Africa, Asia e Australia, si sta profilando come possibilità per sconfiggere i problemi di nutrizione nel sud del mondo e come alternativa “eccentrica” sulle tavole europee.

Ma cos’è l’entomofagia?

Il termine entomofagia deriva dal greco “éntomos” =insetto e “phagein” =mangiare, e indica un regime dietetico che vede gli insetti come alimento.

Per quanto possano non essere apprezzati, gli insetti rappresentano il cibo del futuro per molti motivi: l’impatto ambientale ridotto, sono una fonte di proteine e amminoacidi essenziali,acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, minerali e vitamine e sono poveri di grassi e colesterolo.
Diverse sono le realtà che stanno nascendo e iniziano a occuparsi di questa pratica.
Entonote, una startup fondata da una biologa e una food designer, entrambe milanesi, che cercano nuove strade per introdurre l’entomofagia nei nostri gourmet.
E ancora il progetto “AddEnto” (http://www.addento.com/) cita uno studio della FAO secondo cui nel 2050 la popolazione crescerà del 35% e che la produzione di carne dovrebbe raddoppiare,ma che il consumo di insetti potrebbe essere un’ottima alternativa.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, in sigla FAO, è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con lo scopo di contribuire ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura.

“Laura Gasco, dell’Università di Torino, ha sottolineato come le farine così prodotte arrivino a contenere fino al 70% di proteine. “Inoltre il loro uso porterebbe ad un risparmio nello smaltimento dei rifiuti organici – ha aggiunto – che costa mediamente 70 euro a tonnellata. Invece in questo modo tali rifiuti avrebbero un valore di circa 50 euro a tonnellata”. Fonte: Repubblica.

Gli insetti in realtà fanno già parte della nostra dieta, senza che ne siamo completamente consapevoli. Infatti, il colorante rosso per alimenti, che porta la sigla E120, viene ottenuto dall’essiccazione e dalla pressatura della cocciniglia, un parente stretto della coccinella. Il colorante viene utilizzato diffusamente in gelati, succhi di frutta, cioccolatini come gli M&Ms e persino nel Campari.

Intanto, mentre la Rivoluzione degli Insetti sta per comiciare, i ragazzi della 5B dell’Istituto Giolitti di Torino – autori di questo articolo – hanno intervistato alcuni coetanei per sapere le loro opinioni sull’entomofagia.

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